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Amplificatore valvolare
L'emissione
termoionica – principio
di funzionamento
Quando
un metallo viene scaldato ad una temperatura sufficiente, comincia ad
emettere elettroni. Nell'aria è impossibile notare il fenomeno, in
quanto gli elettroni emessi vengono immediatamente neutralizzati
dalle molecole dell'aria circostante. Nel vuoto, invece, possono
venire attirati da un elettrodo positivo, e quindi costituire una
vera e propria corrente elettrica.
Più alta è la
temperatura,
maggiore l'emissione elettronica. La maggior parte dei metalli fonde
prima di raggiungere una temperatura adatta ad una robusta emissione.
Il tungsteno costituisce un'eccezione, in quanto fornisce una buona
emissione a 2300-2500 gradi e fonde a 3380 gradi centigradi. Una
temperatura di emissione tanto elevata lo rende brillante come una
lampadina, e così brillanti erano le prime valvole. In seguito si
imparò a rivestire il tungsteno con un ossido (per esempio di
bario o di stronzio) che fornisce una buona emissione già a 700
gradi. Da allora la luminescenza dei filamenti si è ridotta al bel
colore rosso fuoco che conosciamo.
Classificazione
delle valvole:
Diodo
La placchetta
positiva che
attira gli elettroni emessi dal catodo è detta anodo o placca. Generalmente consiste
in un cilindretto metallico
che
circonda il catodo, ad alcuni millimetri di distanza.
Quando l'anodo è a
potenziale
positivo rispetto al catodo, vi è circolazione di corrente. Questo è
un fenomeno utile per la rivelazione di segnali o il raddrizzamento
di correnti alternate, ma ovviamente non ha nessuna possibilità di
amplificare. Le valvole rettificatrici, usate negli alimentatori,
sono costruitecon
grossi elettrodi allo scopo di sopportare
correnti, e quindi potenze, elevate.
Triodo
Aggiungendo
una spirale di filo tra il catodo e l'anodo è possibile controllare
la corrente. Questa spirale di filo è detta griglia
controllo.
Osserviamo lo schema
a lato. Si
tratta di un tipico amplificatore a triodo. Se un segnale variabile
viene applicato alla griglia controllo tramite il condensatore C1, la
corrente anodica varierà in accordo col segnale d'ingresso.
Inserendo una resistenza (Ra) tra l'anodo e il positivo
dell'alimentazione, la corrente variabile verrà convertita in una
tensione variabile sull'anodo.
Nell'uso normale la griglia
controllo va tenuta ad un potenziale negativo rispetto al catodo,
altrimenti funzionerebbe come un secondo anodo. Il valore di questa
tensione varia tra zero ed una decina di volt negativi. Nelle radio
molto antiche questa tensione era ottenuta mediante un'apposita
batteria; in seguito prese piede il metodo della cosiddetta polarizzazione automatica,
come quella mostrata in figura. Si ottiene collegando il catodo a
massa attraverso una resistenza (Rk) di piccolo valore. La corrente
anodica, attraversando Rk, causa una caduta di potenziale di pochi
volt, sufficienti a portare il catodo ad una tensione positiva
rispetto alla griglia controllo, che invece è collegata a massa
attraverso la resistenza Rg.
Il condensatore Ck serve per
livellare la tensione di polarizzazione e renderla indipendente dalle
variazioni del segnale. Eliminando Ck si introduce una certa dose di controreazione
(feed-back) che riduce il guadagno dell'amplificatore, ma anche la
distorsione.
I triodi sono usati
principalmente per l'amplificazione audio a basso livello
(preamplificazione). Non vengono usati in radiofrequenza a causa
delle elevate capacità parassite che presentano, specie
quella tra griglia ed anodo. Sebbene questa capacità sia di pochi
pF, questa viene riflessa in una capacità effettiva uguale
alla capacità reale moltiplicata per il guadagno dell'amplificatore,
e viene vista come capacità d'ingresso. La capacità effettiva
riduce notevolmente il guadagno alle alte frequenze.
Pentodo
Come
dice il nome, il pentodo ha cinque elettrodi. Quattro di questi sono
il catodo, la griglia controllo (g1) la griglia schermo (g2) e
l'anodo. Il quinto elettrodo è ancora una griglia (g3), detta griglia
di soppressione, che ha proprio lo scopo di
ridurre l'effetto dell'emissione secondaria e la conseguente
distorsione. La terza griglia viene normalmente collegata al catodo,
e spesso questo collegamento è interno alla stessa valvola, cioè
non corrisponde con un apposito piedino.
Il pentodo si può
considerare
il vero punto d'arrivo nello sviluppo della valvola: alta
amplificazione, larga banda, bassa distorsione. I pentodi si trovano
negli stadi a radiofrequenza e a media frequenza di un ricevitore, ma
anche negli amplificatori d'uscita.
La figura mostra un
tipico
amplificatore a pentodo. E' piuttosto simile a quello a triodo visto
sopra, con l'aggiunta dei circuiti per polarizzare le griglie
aggiuntive.
Realizzazione di un
amplificatore valvolare
classe A:
Di seguito è riportato lo
schema di un amplificatore di potenza in classe A con tubo EL84.
I valori sono quelli
consigliati da Philips. Con tensione di ingresso di 4,4 V efficaci,
si ottiene in uscita una potenza di 5,7 W con distorsione del 10 % ,
su un carico riflesso di 4,5 KΩ.
L'ampiezza massima della
tensione sul primario del trasformatore d'uscita è
ricavabiledall'espressione della potenza:
da cui:
La tensione
sull'anodo del
tubo varia da:

a:

Per verificare il
funzionamento dell'amplificatore si può tracciare la retta di
carico, sulle caratteristiche anodiche, per Rrifl = 4,5 kΩ passante per il punto Va =
250 V e Ia = 48 mA.
Questa retta
passa quasi tangente all'iperbole di massima potenza dissipabile
sull'anodo, che è di 12 W.

Il rendimento, pertanto,
risulta:


Esaminando
un amplificatore con EL84 e con una corrente e una tensione anodica (
Ia eVa) rispettivamente di 48 mA e 250 V, otteniamo la seguente
caratteristica:
Lla sigla EL
del tubo ha il seguente significato: E rappresenta la tensione sui
filamenti che è pari a 6,3 V, mentre L sta a significare che la
valvola è un pentodo.
Passiamo ora al calcolo dell'equazione
della maglia d'ingresso.
Abbiamo una Vgs il cui modulo può
essere espresso nella seguente formula:
|Vgs| = Rk * Ia da cui
possiamo ottenere il valore di Rk = ≈
150 Ω
Possiamo,
inoltre, aumentare la potenza in uscita grazie al condensatore da 50
μF che ci permette di porre Rk in corto per le componenti
alternative.
Il valvolare durante il collaudo:
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