Un Museo dentro l'ITIS


Perché il museo ?

Di solito quando si pensa ad un museo viene subito in mente un edificio vecchio e polveroso, pieno di libri, di cianfrusaglie più o meno interessanti. L’idea comune è quella di una cosa, di un luogo morto, ricordo del passato.

Lo spirito con cui è nato il nostro museo è un altro e con queste poche righe cercherò di sviluppare e chiarire le motivazioni ed il percorso che ha preceduto questa realizzazione.

L’idea del museo proviene da lontano e precisamente dagli anni 80 sotto la presidenza del Preside Lugaresi. Infatti in quegli anni si assistette ad un rapidissimo sviluppo della tecnica che unitamente alla modifica della didattica e dei programmi portarono alla rapida obsolescenza di parecchia strumentazione di cui erano dotati i nostri laboratori. E’ infatti riconducibile a quegli anni la nascita del corso di Informatica e della sperimentazione “Ambra” nel corso di Elettronica che hanno portato gradualmente all’assetto attuale del nostro Istituto con le due specializzazioni di Informatica e di Elettronica e Telecomunicazioni con la soppressione dello storico corso di Telecomunicazioni che fu il primo ad essere assegnato nel lontano 1959 alla nostra scuola come sede staccata dell’Itis di Forlì.. Già dagli anni 60 il nostro Istituto si era dotato di strumentazione di grande prestigio e valore che a quei tempi rispondeva egregiamente alle esigenze didattiche e formative richieste dai due corsi di studi funzionanti Elettronica e Telecomunicazioni . Se riferita ai giorni nostri la dotazione della strumentazione somma ad un centinaio di migliaia di euro ! Gli strumenti di misura allora erano di difficile costruzione, ingombranti, costosi e complicati nel loro utilizzo. La didattica era di tipo “versativo” ed era il tecnico o il docente che li utilizzava, mostrando agli allievi la misura il rilievo delle caratteristiche di un circuito, l’effetto di un processo fisico. Erano altri tempi, si pensi che uno degli oscilloscopi oggi presenti nel museo ha un valore che rapportato al giorno d’oggi supera i 20.000 euro. Negli anni 80 si resero necessari come detto in precedenza ammodernamenti dei laboratori che portarono alla sostituzione di parecchia della strumentazione originale e il Preside Lugaresi pensò di “stoccare” questi reperti storici in un locale chiamato “la tomba del Faraone” con l’idea di poter realizzare in un futuro un “museo”. Ma i tempi non erano maturi, mancavano i locali per una sistemazione adeguata e razionale e tutto il materiale di un certo valore veniva raccolto in questo locale polveroso e malsano di cui Lugaresi custodiva gelosamente la chiave.

In seguito negli anni 90 si procedette ad una prima cernita del materiale, l’inventario fu aggiornato e si procedette ad alcune aste per liberare spazio e ridurre i costi di gestione del patrimonio dell’Istituto, ma la strumentazione più pregiata e significativa fu conservata grazie all’oculatezza del Preside, del responsabile dell’ufficio tecnico e di un gruppo di docenti sensibili alla filosofia della memoria non fine a se stessa, ma fonte di sapere, di tradizione e di insegnamento per il futuro.

Poi i tempi sono maturati, sono stati fatti diversi lavori di risanamento nei locali del seminterrato e si è potuto procedere, sotto la spinta dell’attuale D.S dott.ssa Lavinia Zoffoli , in concomitanza con il cinquantenario della nascita dell’ Istituto, ad una sistemazione più razionale e consona della strumentazione accatastata nella “tomba del Faraone”. Il museo non è visto come una raccolta morta di vecchi strumenti, ma come un percorso storico un modo per potersi calare nella storia e toccare quasi con mano questi cinquanta anni di vita vissuta, di sperimentazioni didattiche, di innovazioni, di cambiamenti epistemologici. La visita al museo, che grazie all’opera encomiabile del prof. Mazzoni Giovanni e del prof. Guerrino Drudi, ha potuto concretizzarsi in una forma, che seppur embrionale di quello che dovrà essere la sistemazione definitiva, vuole esser e quindi un momento per arricchire le proprie conoscenze e riappropriarsi del proprio passato per guardare al futuro con una maggior consapevolezza del proprio essere e divenire.

Questo CD multimediale vuole essere un contributo al lavoro svolto ed un modo veloce per potersi rendere conto del percorso fatto dal nostro Istituto dal lontano 1959 ad oggi.